Telefono: 0382 527 963
WhatsApp: 335 525 5989

Segreteria: Lun-Sab, 9-12:30
Donazioni: Mer e Sab, 8-11:30

Presentazione Calendario AVIS 2026

Presentazione Calendario AVIS 2026

Siamo pronti per condividere con voi il nuovo Calendario AVIS 2026!

La presentazione ufficiale, alla presenza della nostra Presidente, dott.ssa Francesca Corbella, del Consiglio di AVIS Comunale Pavia e dei rappresentanti delle Istituzioni locali sarà

SABATO 13 DICEMBRE alle ore 16:30
al Palazzo del Broletto (piazza della Vittoria) – Sala del Camino

La cittadinanza e specialmente tutti i donatori della nostra AVIS sono invitati a partecipare!

Vi aspettiamo per scoprire insieme il tema del nuovo Calendario e per augurarci insieme delle serene e gioiose festività.

Presentazione Calendario AVIS 2026

West Nile Virus – Qualche precisazione…

Sono sempre di più i casi di contagio da West Nile Virus che si stanno registrando nel nostro Paese, così come le province interessate dalle misure di prevenzione disposte dal ministero.

A totale rassicurazione dei Donatori si precisa che in Regione Lombardia, da molti anni, la donazione di sangue ed emocomponenti (plasma, piastrine), salvo casi particolari, non viene mai rinviata poiché:

  • Tutte le donazioni provenienti dalle provincie interessate dall’attenzione epidemiologica (o “trigger”) sono controllate presso i rispettivi Centri di Lavorazione e Validazione con un test WNV-NAT vincolante per la validazione, esattamente come i test per HIV, Epatite B e C.
  • Per quanto riguarda le donazioni delle provincie non (ancora) interessate dall’attenzione epidemiologica, esse non vengono procrastinate nel caso di donatori che avessero soggiornato nelle aree segnalate a rischio o “trigger”, perché verranno sottoposte allo stesso test WNV-NAT con modalità di prenotazione specifica, cosiddetta “on demand”: ciò consente di non perdere preziose donazioni.

Le donazioni proseguono normalmente:
verrà semplicemente eseguito un test aggiuntivo.

In caso di positività, il donatore verrà contattato e monitorato.


Il test WNV-NAT si aggiunge quindi agli altri test obbligatori effettuati sulle donazioni (cosiddetti “di qualificazione biologica”): come sempre, gli emocomponenti donati saranno disponibili all’utilizzo trasfusionale solo a negatività di tutti i test obbligatori.

In caso di positività del test WNV-NAT, la donazione viene naturalmente eliminata dal Centro di Lavorazione e Validazione, mentre il donatore verrà seguito accuratamente nel tempo ed indirizzato eventualmente alla Struttura infettivologica di riferimento.

west nile virus

Pertanto:

  • Il sistema di sorveglianza integrata nazionale e regionale per l’infezione da West Nile Virus è collaudato ed efficace
  • La donazione di sangue è sicura
  • Il donatore è tutelato e controllato
  • La trasfusione di emocomponenti al paziente è sicura.

Il Donatore di sangue è sempre portatore di un messaggio di salute. Si raccomanda quindi l’adozione e la divulgazione delle misure di protezione contro le punture di zanzara: abbigliamento, repellenti efficaci, diffusori ambientali, zanzariere, aria condizionata, etc.

Come ricordiamo spesso: il bisogno di sangue non va in vacanza!

Donne e donazione

Essere in salute è requisito indispensabile per poter donare. E, ovviamente, come gli uomini riguarda anche le donne, che si trovino in età fertile o meno. Dalla quantità di sangue intero o di plasma, fino al numero di raccolte che è possibile effettuare nel corso di un anno: proviamo a rispondere alle domande più frequenti sul tema donne e donazione.

donne e donazione

Quante volte può donare il sangue una donna?

Una donna può donare il sangue intero due volte all’anno se è in età fertile. Dal momento in cui entra in menopausa, a prescindere dall’età in cui questo avviene, può donare quattro volte all’anno (come gli uomini), così come definito dal decreto del 2 novembre 2015, allegato IV. La stessa indicazione vale anche per la donazione di multicomponenti (eritroplasmaaferesi e eritropiastrinoaferesi) in cui sia previsto il prelievo di globuli rossi, al fine di garantire la protezione dei donatori.

Quindi è possibile donare il sangue anche in menopausa?

Certamente. La menopausa è uno stato fisiologico che non compromette assolutamente la possibilità di donare; anzi, con la menopausa viene meno la limitazione delle due volte l’anno.

Perché le donne in menopausa donano di più?

Nelle donne in menopausa, le perdite di ferro legate al ciclo mestruale non si aggiungono alle perdite di ferro legate alla donazione di sangue intero. Pertanto, sempre per il principio della massima protezione, possono essere effettuate fino a quattro donazioni di sangue intero all’anno.

Per una donna è meglio donare sangue o plasma?

Dipende: se una donna è in salute e i suoi valori di ferritina e di emoglobina sono ottimali, può donare sia sangue intero che plasma che piastrine. Tuttavia, se invece vi è una riduzione della ferritina, cosa che si può verificare soprattutto in età fertile, questo comporta limitazioni alla donazione di globuli rossi. Il perché è semplice. I globuli rossi contengono emoglobina che a sua volta contiene il ferro: donando globuli rossi può determinarsi una anemia cosiddetta ferro-carenziale ovvero sideropenica, cioè da ridotta disponibilità di ferro.

La donazione di plasma o di piastrine con le procedure di plasmaferesi non ha questa controindicazione, perché è una procedura che non prevede la donazione dei globuli rossi (che vengono “restituiti” al donatore). Infatti si può effettuare questo tipo di donazione anche se si ha un valore di emoglobina di un punto più basso rispetto alla media: 13,5 per gli uomini e 12,5 per le donne in età fertile.

Il donatore, infatti, può essere considerato idoneo alla donazione di plasma con valori di Hb non inferiori a 11,5 g/dL nella donna e a 12,5 g/dL nell’uomo (decreto 2 novembre 2015, allegato IV).

Quanto sangue e plasma può donare una donna?

Una donna, ogni volta, può donare una sacca da 450 ml per il sangue intero e da 600-700 ml per il plasma.

Quali requisiti deve avere una donna per donare?

Le caratteristiche per la donazione non cambiano tra uomini e donne: per donare sangue e plasma occorre avere un’età compresa tra 18 e 65 anni, un peso non inferiore a 50 Kg, una pressione arteriosa massima inferiore o uguale a 180 mm di mercurio, una pressione arteriosa minima inferiore o uguale a 100 mm di mercurio, una frequenza cardiaca regolare e compresa tra 50 e 100 battiti/minuto, valori di emoglobina superiore a 13,5 g/dL nell’uomo e a 12,5 g/dL nella donna (decreto 2 novembre 2015, allegato IV).


LEGGI anche l’articolo: “Donazione e ciclo mestruale“.


N.B.: questi pareri, a meno che non sia indicata la specifica normativa di riferimento, non hanno valenza di consulto medico e non possono sostituire il colloquio, la visita e la valutazione medica dei donatori

Permessi retribuiti per i donatori: le risposte dell’Inps

Sulla questione dei permessi lavorativi retribuiti per chi dona sangue si scrive e si dice molto. Per fare chiarezza e togliere qualsiasi dubbio o perplessità, gli amici di Donatorih24 hanno chiesto direttamente alla fonte primaria di dare risposte certe: l’ufficio Direzione centrale ammortizzatori sociali dell’Inps ha puntualmente risposto ai dieci quesiti proposti. Qui di seguito tutto ciò che c’è da sapere.

1. Tutti i donatori di sangue hanno diritto a un permesso di lavoro quando vanno a donare?

La legge riconosce a tutti i lavoratori dipendenti che donano il proprio sangue gratuitamente una giornata di riposo  retribuita. Il rimborso da parte dell’Istituto al datore di lavoro spetta per i permessi fruiti da tutti i lavoratori dipendenti assicurati presso la gestione privata Inps, a prescindere dalla qualifica e dal settore lavorativo.

2. Con quale preavviso il donatore deve avvertire l’azienda che si assenterà per andare a donare in modo da avere diritto a un permesso lavorativo?

Dipende dai contratti collettivi.

3. Quanto dura il permesso lavorativo concesso dall’azienda a una persona con contratto lavorativo a tempo indeterminato o determinato che si reca a donare? Il tempo impiegato per la donazione o l’intera giornata?

Per la donazione di sangue è riconosciuto il diritto a una giornata di riposo e alla relativa retribuzione.
In caso di inidoneità alla donazione è altresì garantita la retribuzione al lavoratore dipendente, limitatamente al tempo necessario all’accertamento della predetta inidoneità (articolo 1, decreto ministeriale 18 novembre 2015).

4. Esistono delle restrizioni in termini di quantità di sangue donata per cui il donatore può non aver diritto al permesso? Se sì, quali?

Il limite quantitativo minimo che la donazione di sangue deve raggiungere perché sussistano il diritto del lavoratore alla giornata di riposo è 250 Grammi. Quantitativo che deve essere indicato nel certificato rilasciato dal medico che ha effettuato il prelievo (decreto ministeriale 8 aprile 1968).

5. Quali sono i documenti che il donatore deve presentare al datore di lavoro per aver diritto al permesso e quando li deve presentare?

Ai fini del diritto alla retribuzione il lavoratore sarà tenuto ad inoltrare al datore di lavoro, unitamente alla domanda, il certificato del medico del servizio trasfusionale – o relativa articolazione organizzativa o dell’Unità di raccolta, gestita dalle Associazioni e Federazioni di donatori di sangue che abbiano ottenuto, ai sensi della normativa vigente, l’autorizzazione e l’accreditamento secondo le modalità previste dalle regioni e dalle province autonome – attestante:

  • dati anagrafici del lavoratore e gli estremi del documento di riconoscimento dal quale sono stati rilevati;
  •  il quantitativo della donazione, il giorno e l’ora del prelievo e la gratuità della donazione o in caso venga accertata l’inidoneità alla donazione, la mancata donazione, la motivazione, il giorno e l’ora di entrata e di uscita dal centro trasfusionale.

6. Si ha diritto al permesso di lavoro se una volta andati a donare la donazione viene sospesa? Se sì, quanto dura il permesso in termini di ore?

Qualora il lavoratore che si sia assentato dal lavoro per effettuare la donazione di sangue venga giudicato inidoneo alla donazione medesima, a seguito delle motivazioni indicate all’art. 1 del decreto 18 novembre 2015, il dipendente stesso avrà diritto alla retribuzione che gli sarebbe stata corrisposta per le ore non lavorate comprese nell’intervallo di tempo necessario all’accertamento della predetta inidoneità. Tale intervallo di tempo deve essere calcolato con riferimento sia al tempo di permanenza presso il centro trasfusionale sia a quello di spostamento dallo stesso alla sede di servizio (Decreto 18 novembre 2015 e circolare Inps 29/2017).

7. L’azienda in cui il donatore lavora, ha l’obbligo di retribuire sempre il permesso per donazione? C’è differenza tra azienda privata e azienda pubblica nella concessione del permesso e nella sua retribuzione ?

Sì, l’azienda ha sempre l’obbligo, in presenza dei requisiti per il riconoscimento del diritto normativamente previsti. La legge riconosce a tutti i lavoratori dipendenti che donano il proprio sangue gratuitamente una giornata di riposo retribuita.

8. L’azienda in cui il donatore lavora può non pagare e dire al lavoratore di presentare autonomamente tutti i documenti all’Inps in modo che quest’ultima rimborsi direttamente al lavoratore il permesso preso?

L’obbligo di corrispondere la retribuzione per la giornata/ore fruite dal lavoratore nella giornata di donazione sangue è del datore di lavoro che a sua volta, ha facoltà di chiedere il rimborso all’Istituto di assicurazione contro le malattie al quale è iscritto il donatore (legge 584/1967).

9. Di che tipo sono i contributi relativi al permesso per donazione? Tali contributi sono validi al fine sia della pensione di vecchiaia che di anzianità?

Parliamo di contribuzione figurativa, valida al fine sia della pensione di vecchiaia che di anzianità.

10. Sono previsti limiti sul numero di giornate coperte ai fini contributivi ? Quali sono se ci sono le sanzioni che l’Inps può usare contro le aziende che non dovessero direttamente pagare l’eventuale permesso lavorativo dovuto al donatore?

No, non sono previsti limiti. Per quanto riguarda le sanzioni, siamo nell’ambito del rapporto di lavoro e non in quello previdenziale.

Ringraziamo gli amici di Donatorih24.
A questo link l’articolo originale.

Fake news? No grazie! Il Presidente AVIS Nazionale risponde

Il caso dei genitori no-vax, che avevano provato a impedire la trasfusione al figlioletto, è solo l’ennesima dimostrazione degli effetti dannosi provocati dalle notizie pericolose in circolazione in questo periodo.

Disinformazionepregiudiziaggressività: una serie di pratiche spinte da teorie prive di fondamento che come unico risultato hanno quello di mettere a repentaglio la salute di tanti pazienti. Non è un momento facile quello che stiamo attraversando. Se da un lato, grazie ai vaccini, il Covid sembra regredire non senza difficoltà, dall’altro proprio la campagna vaccinale unita alle donazioni di sangue e plasma sta diventando oggetto di attacchi e notizie fuorvianti.

Ne sa qualcosa AVIS che, da settimane, riceve telefonate ostili da persone che mettono in dubbio la qualità degli emocomponenti donati o assiste a casi di irruzione da parte di rappresentanti no-vax nelle proprie sedi di raccolta come avvenuto in quella di Modena. Proprio la città emiliana è stata al centro di un episodio grave di cronaca negli ultimi giorni: quello dei due genitori che rifiutavano la trasfusione per il figlioletto di due anni che doveva sottoporsi a un delicato intervento chirurgico, perché pretendevano solo sangue di persone non vaccinate. Il tribunale ha poi accolto il ricorso presentato dall’ospedale Sant’Orsola di Bologna dove il piccolo è ricoverato garantendo, come se ancora fosse necessario, la sicurezza assoluta del sangue che viene trasfuso.

Il Presidente AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, intervistato al Tg3

Proprio da qui è iniziato l’intervento del presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, al Tg3: «È una vicenda molto triste perché ricalca le fake news in circolazione in questi giorni e che non hanno alcun fondamento scientifico. Nei prossimi mesi – ha spiegato – continueremo ad avere problematiche legate alle carenze di sangue: così non si fa altro che mettere a rischio il diritto alla salute dei nostri cittadini».

Cittadini che, come nel caso dei pazienti talassemici, hanno necessità di trasfusioni costanti. È il tema su cui il presidente ha focalizzato l’attenzione durante la trasmissione “Che giorno è” su Radio 1, durante la quale ha sottolineato che «molte realtà territoriali, come ad esempio la Sardegna, sono particolarmente critiche per l’elevato numero di residenti con questa patologia. Fino ad oggi eravamo sempre riusciti a compensare le carenze con le unità di globuli rossi donate da altre regioni che erano eccedenti. In questo momento, però, territori eccedenti non ce ne sono a causa dei numerosi contagi che il Covid ha generato non solo tra i donatori, ma anche tra il personale sanitario».

La difficoltà di quelle regioni che si sono tradizionalmente sempre distinte per volumi di raccolta è stata ribadita da Briola anche al Tg de La7. Qui il presidente ha sollevato anche i costanti attacchi e telefonate minatorie che «le nostre reti di ascolto stanno ricevendo. Veniamo bersagliati costantemente da chi disturba con informazioni false ed estremamente pericolose. Voglio spiegare ancora una volta che le donazioni sono sicure perché, prima di tutto, il Covid non si trasmette per via trasfusionale, e poi perché il sangue è sano a prescindere che il donatore o la donatrice sia vaccinato o no. Dobbiamo avere disponibilità di emocomponenti sempre, solo così potremo riuscire a curare chi davvero ha bisogno».

La sicurezza e la qualità assoluta del sangue donato sono state ribadite da Briola anche nel corso della trasmissione “Siamo noi” in onda su Tv2000. Qui il presidente, sempre in riferimento al caso dei genitori no-vax, ha spiegato che «non c’è distinzione tra il sangue dei vaccinati e dei non vaccinati. Fin dalla selezione di un potenziale donatore viene seguito un iter ben preciso proprio per stabilire con certezza che non vi siano condizioni che mettano a repentaglio la salute sua e di chi riceverà il suo sangue». E oltre che sull’assenza di evidenze scientifiche che possano supportare queste teorie, Briola ha poi insistito sulla questione Green Pass: «La donazione rientra tra le prestazioni sanitarie urgenti, motivo per cui non esiste una legge che imponga di essere in possesso della certificazione verde per accedere ai centri trasfusionali. Si tratta di un’interpretazione errata di chi continua a fare disinformazione e ad avere pregiudizi. Noi cerchiamo sangue solo di persone, vaccinate e non vaccinate, in buona salute, solidali e desiderose di compiere un gesto a favore di tutti i malati».

E a tutela dei malati stessi e della dignità dei propri donatori, Briola ha spiegato durante il Tg5 che «AVIS presenterà denuncia nei confronti di chi, con queste notizie prive di qualsiasi fondamento e le telefonate ostili che riceviamo quotidianamente, mette a repentaglio la sicurezza del nostro sistema sanitario». Anche perché, come spiegato successivamente ai microfoni di “Non stop news” su RTL 102.5, «la disinformazione e il pregiudizio sono i maggiori nemici di questo periodo. E i social hanno fatto da cassa di risonanza». Sulla strategia da adottare il presidente non ha dubbi: «La nostra perseveranza è quella di continuare a scrivere e ribadire che non c’è nulla di cui preoccuparsi. Gli attacchi aggressivi sono all’ordine del giorno, ma rispondere sui social non fa altro che dare visibilità a queste persone che non capiscono quanto, proprio grazie al vaccino, stiamo riuscendo a uscire da questa emergenza e a salvare vite umane».

[ Articolo completo reperibile a questa pagina (sito di AVIS Nazionale) ]

Giornata Mondiale del Donatore – WBDD21

Il tema della Giornata

È stato presentato ufficialmente il programma delle iniziative promosse dal Ministero della Salute e dal Centro nazionale sangue per celebrare la Giornata Mondiale del Donatore. Dopo il rinvio degli eventi previsti nel 2020 a causa della pandemia, spetta al nostro Paese l’onore di ospitare l’evento globale del 14 giugno. Tuttavia, gli appuntamenti in programma potranno essere seguiti soltanto a distanza.

Give blood and keep the world beating è il claim della campagna con cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità vuole raccontare l’importanza della donazione.

Le aspettative

Presentando il programma ufficiale del World Blood Donor Day, si è fatto il punto sui numeri collezionati dal sistema trasfusionale italiano lo scorso anno. Nel 2020 i donatori sono stati 1.626.506, per un 3,4% in meno rispetto al 2019, mentre quelli nuovi 355.174. In aumento le donazioni in aferesi che sono state 217.638, +7,5% dell’anno precedente. Le donazioni sono state quasi 2,9 milioni, di cui 2,5 milioni di sangue intero e il resto in aferesi. Ogni donatore in media ha effettua 1,8 donazioni l’anno. In calo i pazienti trasfusi, 638mila contro 603mila, e le trasfusioni totali, 2,8 milioni contro le 2,9 milioni del 2019. Il sistema ha permesso di garantire oltre 5 trasfusioni al minuto ai pazienti. Continua a salire l’età media dei donatori, con un calo di quelli tra 18 e 25 anni; aumentano gli over 45.

Come ha dichiarato il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, «L’edizione di quest’anno della Giornata mondiale del donatore assume un significato ancora più particolare. Il Covid ha rappresentato un nemico ostico da battere e solo adesso, seppur con cautela, possiamo guardare al futuro con fiducia. Se il rischio di carenza di sangue ed emoderivati legato alla pandemia è stato contenuto, gran parte del merito va proprio ai donatori e alle associazioni di volontariato che, anche nei mesi più complicati, non hanno fatto mancare impegno e supporto al sistema trasfusionale. Anche i numeri dimostrano che, nonostante una lieve e comprensibile flessione, il nostro sistema è solido e rappresenta un’eccellenza a livello internazionale».

Il 14 giugno sarà un momento di celebrazione per tutti noi con la speranza che i prossimi mesi, grazie alla campagna vaccinale in crescente diffusione, possano essere forieri di salute e serenità per tutti noi».

Giampietro Briola (Presidente AVIS Nazionale)

È possibile visualizzare il programma completo delle due giornate di celebrazione. Sarà imperdibile!

È anche possibile leggere l’articolo completo, a cura di AVIS Nazionale, che ringraziamo.

Giornata Mondiale del Donatore 2021

Cosa mangiare il giorno della Donazione

Cosa mangiare il giorno della donazione? Un interessante articolo di Donatorih24 ci ricorda quali sono le tre regole principali da seguire per l’alimentazione prima della donazione di sangue. Ripassiamole insieme!

Prima regola: NON consumare latticini nella stessa mattinata

La mattina della donazione è possibile fare una leggera colazione, prestando particolare attenzione ad evitare latte e derivati. I latticini, infatti, falsano le analisi del sangue e non ne permettono una corretta lettura da parte del medico. È quindi importante evitare latte e formaggi, burro, yogurt, ma anche panini al latte, cappuccino o caffè macchiato, brioches, biscotti frollini…

Non è semplice, ma per la mattina della donazione vi chiediamo di limitarvi a qualche fetta biscottata con uno strato leggero di marmellata. Un caffè prima della donazione è ottimale per alzare la pressione al punto giusto, ma occorre berlo non macchiato e poco zuccherato.

Seconda regola: EVITARE cibi grassi o troppo dolci

Un’altra regola importante è quella di evitare alimenti grassi, quindi è bandita la colazione americana: uova, salumi e altri cibi di difficile digeribilità.

Da evitare anche un eccesso di zuccheri: sì al caffè ma poco zuccherato, ed è consigliabile evitare anche la frutta (soprattutto se matura e molto zuccherina), bevande e succhi di frutta.

Terza regola: Cosa mangiare il giorno prima

Il giorno prima della donazione è consigliabile consumare pasti leggeri e salutari. Sì a minestre, verdure, carni bianche, pasta o riso. Per chi soffre di carenza di ferro, si consigliano alimenti come spinaci, invidia e timo.

Infine, non dimentichiamo la regola più importante di tutte, specialmente nella bella stagione: bere tanta acqua!

pomodori

Informazioni su Covid-19

Il Coronavirus accompagna fastidiosamente e drammaticamente le nostre vite da ormai un anno. Molti passi in avanti sono stati compiuti nell’ultimo periodo e, con lo sviluppo e la somministrazione dei primi vaccini, uno spiraglio di luce inizia a farsi vedere in fondo al tunnel.

Nel frattempo abbiamo dovuto adattare le nostre vite, le nostre relazioni, le nostre professioni, spesso cambiando abitudini e accettando – nostro malgrado – alcune scomodità.

Con questo articolo vogliamo racchiudere un vademecum dei comportamenti da osservare per la donazione di sangue:

  • La prenotazione della donazione è obbligatoria, al fine di programmare gli ingressi per evitare assembramenti. Si effettua telefonando alla nostra sede: 0382 527 963.
  • All’ingresso viene effettuato un triage che comprende la misurazione della temperatura corporea (che non deve superare 37,5 °C) e un questionario di buona salute. La mascherina è sempre obbligatoria.
  • Gli spostamenti per raggiungere la sede di donazione sono sempre consentiti (anche in zona rossa, anche da altro Comune, purché in Regione Lombardia), poiché rientrano nelle “situazioni di necessità”, come indicato nei DPCM. Se necessario, compilare l’autocertificazione per dichiarare tale condizione.
  • Si raccomanda ai donatori di disdire la prenotazione in caso di comparsa di sintomi o di contatti con persone Covid-positive (o sospette tali) nei giorni precedenti alla donazione, per salvaguardare il personale e gli altri donatori.
  • Si raccomanda inoltre ai donatori di avvisare tempestivamente AVIS Pavia nel caso di comparsa di sintomi sospetti nei 15 giorni successivi alla donazione.
  • Vi è una sospensione di 48 ore in seguito alla somministrazione dei vaccini contro Covid-19 prodotti da Pfizer-Biontech, Moderna o AstraZeneca. La sospensione è da intendersi di 7 giorni se dopo la vaccinazione si presentassero particolari fastidi o sintomi. Per tutti gli altri vaccini, la sospensione è di 28 giorni dalla somministrazione.

Per ogni dubbio o chiarimento, non esitate a contattare la nostra Sede.

Auguri da AVIS Pavia

Ci avviciniamo a un Natale diverso, quale non ci saremmo mai aspettati.

Paura, preoccupazione, dolore per le tante vittime e le tante difficoltà nell’incontrarsi e nello stare insieme ci accompagneranno in queste giornate che tradizionalmente erano proprio dedicare a ritrovare i propri affetti e le proprie amicizie.

L’unica cosa positiva che possiamo fare per affrontare queste limitazioni e queste difficoltà è recuperare il valore più autentico delle Festività, che si racchiude nello spirito di solidarietà, di altruismo, di generosità e di amore per il prossimo.

Valori insiti nel cuore dei donatori di sangue, che li vivono e li mettono in pratica ogni giorno e ad ogni loro donazione.

Facciamo nostre le parole di un bravo scrittore:

“Natale è la dolce stagione nel quale dobbiamo accendere il fuoco dell’ospitalità e la straordinaria fiamma di carità nel nostro cuore”

Washington Irving

A voi i più cari auguri di buon Natale e di un anno nuovo finalmente sereno.

AVIS Comunale Pavia

Restiamo accesi, doniamo il sangue!

PS: E’ disponibile il Calendario AVIS PAVIA per il 2021. Quest’anno lo abbiamo dedicato alla storia della sanità pavese. Sia per la sua importanza, che ci deve rendere orgogliosi, sia come segno di ringraziamento a tutti gli operatori sanitari in prima linea nella lotta al Covid. Potete ritirarlo gratuitamente presso la nostra sede in mattinata, preferibilmente il mercoledì e il sabato dalle 8 alle 11:30.