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Permessi retribuiti per i donatori: le risposte dell’Inps

Permessi retribuiti per i donatori: le risposte dell’Inps

Sulla questione dei permessi lavorativi retribuiti per chi dona sangue si scrive e si dice molto. Per fare chiarezza e togliere qualsiasi dubbio o perplessità, gli amici di Donatorih24 hanno chiesto direttamente alla fonte primaria di dare risposte certe: l’ufficio Direzione centrale ammortizzatori sociali dell’Inps ha puntualmente risposto ai dieci quesiti proposti. Qui di seguito tutto ciò che c’è da sapere.

1. Tutti i donatori di sangue hanno diritto a un permesso di lavoro quando vanno a donare?

La legge riconosce a tutti i lavoratori dipendenti che donano il proprio sangue gratuitamente una giornata di riposo  retribuita. Il rimborso da parte dell’Istituto al datore di lavoro spetta per i permessi fruiti da tutti i lavoratori dipendenti assicurati presso la gestione privata Inps, a prescindere dalla qualifica e dal settore lavorativo.

2. Con quale preavviso il donatore deve avvertire l’azienda che si assenterà per andare a donare in modo da avere diritto a un permesso lavorativo?

Dipende dai contratti collettivi.

3. Quanto dura il permesso lavorativo concesso dall’azienda a una persona con contratto lavorativo a tempo indeterminato o determinato che si reca a donare? Il tempo impiegato per la donazione o l’intera giornata?

Per la donazione di sangue è riconosciuto il diritto a una giornata di riposo e alla relativa retribuzione.
In caso di inidoneità alla donazione è altresì garantita la retribuzione al lavoratore dipendente, limitatamente al tempo necessario all’accertamento della predetta inidoneità (articolo 1, decreto ministeriale 18 novembre 2015).

4. Esistono delle restrizioni in termini di quantità di sangue donata per cui il donatore può non aver diritto al permesso? Se sì, quali?

Il limite quantitativo minimo che la donazione di sangue deve raggiungere perché sussistano il diritto del lavoratore alla giornata di riposo è 250 Grammi. Quantitativo che deve essere indicato nel certificato rilasciato dal medico che ha effettuato il prelievo (decreto ministeriale 8 aprile 1968).

5. Quali sono i documenti che il donatore deve presentare al datore di lavoro per aver diritto al permesso e quando li deve presentare?

Ai fini del diritto alla retribuzione il lavoratore sarà tenuto ad inoltrare al datore di lavoro, unitamente alla domanda, il certificato del medico del servizio trasfusionale – o relativa articolazione organizzativa o dell’Unità di raccolta, gestita dalle Associazioni e Federazioni di donatori di sangue che abbiano ottenuto, ai sensi della normativa vigente, l’autorizzazione e l’accreditamento secondo le modalità previste dalle regioni e dalle province autonome – attestante:

  • dati anagrafici del lavoratore e gli estremi del documento di riconoscimento dal quale sono stati rilevati;
  •  il quantitativo della donazione, il giorno e l’ora del prelievo e la gratuità della donazione o in caso venga accertata l’inidoneità alla donazione, la mancata donazione, la motivazione, il giorno e l’ora di entrata e di uscita dal centro trasfusionale.

6. Si ha diritto al permesso di lavoro se una volta andati a donare la donazione viene sospesa? Se sì, quanto dura il permesso in termini di ore?

Qualora il lavoratore che si sia assentato dal lavoro per effettuare la donazione di sangue venga giudicato inidoneo alla donazione medesima, a seguito delle motivazioni indicate all’art. 1 del decreto 18 novembre 2015, il dipendente stesso avrà diritto alla retribuzione che gli sarebbe stata corrisposta per le ore non lavorate comprese nell’intervallo di tempo necessario all’accertamento della predetta inidoneità. Tale intervallo di tempo deve essere calcolato con riferimento sia al tempo di permanenza presso il centro trasfusionale sia a quello di spostamento dallo stesso alla sede di servizio (Decreto 18 novembre 2015 e circolare Inps 29/2017).

7. L’azienda in cui il donatore lavora, ha l’obbligo di retribuire sempre il permesso per donazione? C’è differenza tra azienda privata e azienda pubblica nella concessione del permesso e nella sua retribuzione ?

Sì, l’azienda ha sempre l’obbligo, in presenza dei requisiti per il riconoscimento del diritto normativamente previsti. La legge riconosce a tutti i lavoratori dipendenti che donano il proprio sangue gratuitamente una giornata di riposo retribuita.

8. L’azienda in cui il donatore lavora può non pagare e dire al lavoratore di presentare autonomamente tutti i documenti all’Inps in modo che quest’ultima rimborsi direttamente al lavoratore il permesso preso?

L’obbligo di corrispondere la retribuzione per la giornata/ore fruite dal lavoratore nella giornata di donazione sangue è del datore di lavoro che a sua volta, ha facoltà di chiedere il rimborso all’Istituto di assicurazione contro le malattie al quale è iscritto il donatore (legge 584/1967).

9. Di che tipo sono i contributi relativi al permesso per donazione? Tali contributi sono validi al fine sia della pensione di vecchiaia che di anzianità?

Parliamo di contribuzione figurativa, valida al fine sia della pensione di vecchiaia che di anzianità.

10. Sono previsti limiti sul numero di giornate coperte ai fini contributivi ? Quali sono se ci sono le sanzioni che l’Inps può usare contro le aziende che non dovessero direttamente pagare l’eventuale permesso lavorativo dovuto al donatore?

No, non sono previsti limiti. Per quanto riguarda le sanzioni, siamo nell’ambito del rapporto di lavoro e non in quello previdenziale.

Ringraziamo gli amici di Donatorih24.
A questo link l’articolo originale.

Giornata Mondiale del Donatore – WBDD21

Il tema della Giornata

È stato presentato ufficialmente il programma delle iniziative promosse dal Ministero della Salute e dal Centro nazionale sangue per celebrare la Giornata Mondiale del Donatore. Dopo il rinvio degli eventi previsti nel 2020 a causa della pandemia, spetta al nostro Paese l’onore di ospitare l’evento globale del 14 giugno. Tuttavia, gli appuntamenti in programma potranno essere seguiti soltanto a distanza.

Give blood and keep the world beating è il claim della campagna con cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità vuole raccontare l’importanza della donazione.

Le aspettative

Presentando il programma ufficiale del World Blood Donor Day, si è fatto il punto sui numeri collezionati dal sistema trasfusionale italiano lo scorso anno. Nel 2020 i donatori sono stati 1.626.506, per un 3,4% in meno rispetto al 2019, mentre quelli nuovi 355.174. In aumento le donazioni in aferesi che sono state 217.638, +7,5% dell’anno precedente. Le donazioni sono state quasi 2,9 milioni, di cui 2,5 milioni di sangue intero e il resto in aferesi. Ogni donatore in media ha effettua 1,8 donazioni l’anno. In calo i pazienti trasfusi, 638mila contro 603mila, e le trasfusioni totali, 2,8 milioni contro le 2,9 milioni del 2019. Il sistema ha permesso di garantire oltre 5 trasfusioni al minuto ai pazienti. Continua a salire l’età media dei donatori, con un calo di quelli tra 18 e 25 anni; aumentano gli over 45.

Come ha dichiarato il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, «L’edizione di quest’anno della Giornata mondiale del donatore assume un significato ancora più particolare. Il Covid ha rappresentato un nemico ostico da battere e solo adesso, seppur con cautela, possiamo guardare al futuro con fiducia. Se il rischio di carenza di sangue ed emoderivati legato alla pandemia è stato contenuto, gran parte del merito va proprio ai donatori e alle associazioni di volontariato che, anche nei mesi più complicati, non hanno fatto mancare impegno e supporto al sistema trasfusionale. Anche i numeri dimostrano che, nonostante una lieve e comprensibile flessione, il nostro sistema è solido e rappresenta un’eccellenza a livello internazionale».

Il 14 giugno sarà un momento di celebrazione per tutti noi con la speranza che i prossimi mesi, grazie alla campagna vaccinale in crescente diffusione, possano essere forieri di salute e serenità per tutti noi».

Giampietro Briola (Presidente AVIS Nazionale)

È possibile visualizzare il programma completo delle due giornate di celebrazione. Sarà imperdibile!

È anche possibile leggere l’articolo completo, a cura di AVIS Nazionale, che ringraziamo.

Giornata Mondiale del Donatore 2021