Telefono: 0382 527 963
WhatsApp: 335 525 5989

Segreteria: Lun-Sab, 9-12:30
Donazioni: Mer e Sab, 8-11:30

Presentazione Calendario AVIS 2026

Presentazione Calendario AVIS 2026

Siamo pronti per condividere con voi il nuovo Calendario AVIS 2026!

La presentazione ufficiale, alla presenza della nostra Presidente, dott.ssa Francesca Corbella, del Consiglio di AVIS Comunale Pavia e dei rappresentanti delle Istituzioni locali sarà

SABATO 13 DICEMBRE alle ore 16:30
al Palazzo del Broletto (piazza della Vittoria) – Sala del Camino

La cittadinanza e specialmente tutti i donatori della nostra AVIS sono invitati a partecipare!

Vi aspettiamo per scoprire insieme il tema del nuovo Calendario e per augurarci insieme delle serene e gioiose festività.

Presentazione Calendario AVIS 2026

West Nile Virus – Qualche precisazione…

Sono sempre di più i casi di contagio da West Nile Virus che si stanno registrando nel nostro Paese, così come le province interessate dalle misure di prevenzione disposte dal ministero.

A totale rassicurazione dei Donatori si precisa che in Regione Lombardia, da molti anni, la donazione di sangue ed emocomponenti (plasma, piastrine), salvo casi particolari, non viene mai rinviata poiché:

  • Tutte le donazioni provenienti dalle provincie interessate dall’attenzione epidemiologica (o “trigger”) sono controllate presso i rispettivi Centri di Lavorazione e Validazione con un test WNV-NAT vincolante per la validazione, esattamente come i test per HIV, Epatite B e C.
  • Per quanto riguarda le donazioni delle provincie non (ancora) interessate dall’attenzione epidemiologica, esse non vengono procrastinate nel caso di donatori che avessero soggiornato nelle aree segnalate a rischio o “trigger”, perché verranno sottoposte allo stesso test WNV-NAT con modalità di prenotazione specifica, cosiddetta “on demand”: ciò consente di non perdere preziose donazioni.

Le donazioni proseguono normalmente:
verrà semplicemente eseguito un test aggiuntivo.

In caso di positività, il donatore verrà contattato e monitorato.


Il test WNV-NAT si aggiunge quindi agli altri test obbligatori effettuati sulle donazioni (cosiddetti “di qualificazione biologica”): come sempre, gli emocomponenti donati saranno disponibili all’utilizzo trasfusionale solo a negatività di tutti i test obbligatori.

In caso di positività del test WNV-NAT, la donazione viene naturalmente eliminata dal Centro di Lavorazione e Validazione, mentre il donatore verrà seguito accuratamente nel tempo ed indirizzato eventualmente alla Struttura infettivologica di riferimento.

west nile virus

Pertanto:

  • Il sistema di sorveglianza integrata nazionale e regionale per l’infezione da West Nile Virus è collaudato ed efficace
  • La donazione di sangue è sicura
  • Il donatore è tutelato e controllato
  • La trasfusione di emocomponenti al paziente è sicura.

Il Donatore di sangue è sempre portatore di un messaggio di salute. Si raccomanda quindi l’adozione e la divulgazione delle misure di protezione contro le punture di zanzara: abbigliamento, repellenti efficaci, diffusori ambientali, zanzariere, aria condizionata, etc.

Come ricordiamo spesso: il bisogno di sangue non va in vacanza!

Permessi retribuiti per i donatori: le risposte dell’Inps

Sulla questione dei permessi lavorativi retribuiti per chi dona sangue si scrive e si dice molto. Per fare chiarezza e togliere qualsiasi dubbio o perplessità, gli amici di Donatorih24 hanno chiesto direttamente alla fonte primaria di dare risposte certe: l’ufficio Direzione centrale ammortizzatori sociali dell’Inps ha puntualmente risposto ai dieci quesiti proposti. Qui di seguito tutto ciò che c’è da sapere.

1. Tutti i donatori di sangue hanno diritto a un permesso di lavoro quando vanno a donare?

La legge riconosce a tutti i lavoratori dipendenti che donano il proprio sangue gratuitamente una giornata di riposo  retribuita. Il rimborso da parte dell’Istituto al datore di lavoro spetta per i permessi fruiti da tutti i lavoratori dipendenti assicurati presso la gestione privata Inps, a prescindere dalla qualifica e dal settore lavorativo.

2. Con quale preavviso il donatore deve avvertire l’azienda che si assenterà per andare a donare in modo da avere diritto a un permesso lavorativo?

Dipende dai contratti collettivi.

3. Quanto dura il permesso lavorativo concesso dall’azienda a una persona con contratto lavorativo a tempo indeterminato o determinato che si reca a donare? Il tempo impiegato per la donazione o l’intera giornata?

Per la donazione di sangue è riconosciuto il diritto a una giornata di riposo e alla relativa retribuzione.
In caso di inidoneità alla donazione è altresì garantita la retribuzione al lavoratore dipendente, limitatamente al tempo necessario all’accertamento della predetta inidoneità (articolo 1, decreto ministeriale 18 novembre 2015).

4. Esistono delle restrizioni in termini di quantità di sangue donata per cui il donatore può non aver diritto al permesso? Se sì, quali?

Il limite quantitativo minimo che la donazione di sangue deve raggiungere perché sussistano il diritto del lavoratore alla giornata di riposo è 250 Grammi. Quantitativo che deve essere indicato nel certificato rilasciato dal medico che ha effettuato il prelievo (decreto ministeriale 8 aprile 1968).

5. Quali sono i documenti che il donatore deve presentare al datore di lavoro per aver diritto al permesso e quando li deve presentare?

Ai fini del diritto alla retribuzione il lavoratore sarà tenuto ad inoltrare al datore di lavoro, unitamente alla domanda, il certificato del medico del servizio trasfusionale – o relativa articolazione organizzativa o dell’Unità di raccolta, gestita dalle Associazioni e Federazioni di donatori di sangue che abbiano ottenuto, ai sensi della normativa vigente, l’autorizzazione e l’accreditamento secondo le modalità previste dalle regioni e dalle province autonome – attestante:

  • dati anagrafici del lavoratore e gli estremi del documento di riconoscimento dal quale sono stati rilevati;
  •  il quantitativo della donazione, il giorno e l’ora del prelievo e la gratuità della donazione o in caso venga accertata l’inidoneità alla donazione, la mancata donazione, la motivazione, il giorno e l’ora di entrata e di uscita dal centro trasfusionale.

6. Si ha diritto al permesso di lavoro se una volta andati a donare la donazione viene sospesa? Se sì, quanto dura il permesso in termini di ore?

Qualora il lavoratore che si sia assentato dal lavoro per effettuare la donazione di sangue venga giudicato inidoneo alla donazione medesima, a seguito delle motivazioni indicate all’art. 1 del decreto 18 novembre 2015, il dipendente stesso avrà diritto alla retribuzione che gli sarebbe stata corrisposta per le ore non lavorate comprese nell’intervallo di tempo necessario all’accertamento della predetta inidoneità. Tale intervallo di tempo deve essere calcolato con riferimento sia al tempo di permanenza presso il centro trasfusionale sia a quello di spostamento dallo stesso alla sede di servizio (Decreto 18 novembre 2015 e circolare Inps 29/2017).

7. L’azienda in cui il donatore lavora, ha l’obbligo di retribuire sempre il permesso per donazione? C’è differenza tra azienda privata e azienda pubblica nella concessione del permesso e nella sua retribuzione ?

Sì, l’azienda ha sempre l’obbligo, in presenza dei requisiti per il riconoscimento del diritto normativamente previsti. La legge riconosce a tutti i lavoratori dipendenti che donano il proprio sangue gratuitamente una giornata di riposo retribuita.

8. L’azienda in cui il donatore lavora può non pagare e dire al lavoratore di presentare autonomamente tutti i documenti all’Inps in modo che quest’ultima rimborsi direttamente al lavoratore il permesso preso?

L’obbligo di corrispondere la retribuzione per la giornata/ore fruite dal lavoratore nella giornata di donazione sangue è del datore di lavoro che a sua volta, ha facoltà di chiedere il rimborso all’Istituto di assicurazione contro le malattie al quale è iscritto il donatore (legge 584/1967).

9. Di che tipo sono i contributi relativi al permesso per donazione? Tali contributi sono validi al fine sia della pensione di vecchiaia che di anzianità?

Parliamo di contribuzione figurativa, valida al fine sia della pensione di vecchiaia che di anzianità.

10. Sono previsti limiti sul numero di giornate coperte ai fini contributivi ? Quali sono se ci sono le sanzioni che l’Inps può usare contro le aziende che non dovessero direttamente pagare l’eventuale permesso lavorativo dovuto al donatore?

No, non sono previsti limiti. Per quanto riguarda le sanzioni, siamo nell’ambito del rapporto di lavoro e non in quello previdenziale.

Ringraziamo gli amici di Donatorih24.
A questo link l’articolo originale.

Vaccini antinfluenzali per donatori

Il Ministero ha individuato i donatori di sangue tra le categorie a cui spetta la somministrazione gratuita del vaccino antinfluenzale. Da venerdì 19 novembre 2021, tutti i donatori potranno accedere al portale di Regione Lombardia e prenotare la propria vaccinazione seguendo le procedure e inserendo i dati richiesti.

Ricordiamo che la sospensione prevista tra l’esecuzione del vaccino e la donazione è di 48h se asintomatici, 7gg in caso di sintomi.

La vaccinazione antinfluenzale è molto importante per i donatori, anche a tutela dell’autosufficienza di sangue ed emoderivati.

Come prenotare la vaccinazione

I passi da seguire sono alla portata di tutti!

  1. Collegati a questo sito Web e clicca su “Prenota il vaccino antinfluenzale”.
  2. Inserisci il numero della tua Tessera Sanitaria e il tuo Codice Fiscale, poi clicca su “Accedi”.
  3. Completa i dati mancanti e scegli “ALTRE CATEGORIE” tra la categoria di appartenenza.
  4. Dopo aver scelto Provincia e Comune di appartenenza, potrai indicar luogo, data ed orario di preferenza.
  5. Conferma l’appuntamento inserendo il Codice di Autenticazione che verrà inviato tramite SMS.

Il tuo vaccino è prenotato!

Ricorda di presentarti all’appuntamento con tessera sanitaria e tesserino rosso AVIS.

Dati raccolta sangue 2020

L’analisi

Nel corso del mese di gennaio è sempre buon costume tracciare l’andamento dell’anno passato, per chiarire la direzione presa e ragionare sul da farsi, al fine di poter compiere qualche passo in avanti e mettere in luce eventuali difficoltà.

I dati del 2020, quando saranno visti tra qualche anno in un’ottica decennale, emergeranno senz’altro (in un verso o nell’altro), in quanto fortemente segnati dal corso della pandemia: alcuni donatori – specialmente chi accudisce genitori o nonni anziani – hanno preferito sospendere le donazioni per un certo periodo, mentre altri, spesso più giovani, hanno sentito l’esigenza di rendersi ancora più disponibili. Il dato più eclatante è quello dell’altissimo numero di nuovi donatori, in relazione agli anni passati: un dato che deve riempire di orgoglio l’intera cittadinanza.

I dati

Pubblichiamo quindi un’infografica che raccoglie i principali dati emersi ad un primo esame dei tabulati:

Come possiamo osservare, i dati sono quasi ovunque molto incoraggianti!

Le donazioni

Le unità di sangue raccolte nell’anno ammontano a 3004, con un incremento di 315 (pari all’11,7%) rispetto all’anno precedente. Un aumento in linea con quello del 2019, ma che è senz’altro positivo innanzitutto perché per la prima volta si supera il tetto delle 3000 sacche, ma soprattutto perché oltre la metà di queste (ben 1535!) sono state raccolte presso la nostra sede di via Taramelli, aperta il mercoledì e il sabato. Qui, in particolare, si ha una media superiore alle 17 sacche raccolte (oltre alle varie visite di idoneità) per ogni giornata di apertura. Straordinario!

Diverso il discorso per l’aferesi, che ha registrato un calo abbastanza significativo: 1718 sono le unità raccolte (erano 1996 l’anno precedente). Un calo comunque abbastanza in linea con la tendenza degli ultimi anni, anche a livello nazionale: segno che occorre “rafforzare” il colore giallo un po’ ovunque.

I donatori

2129 donatori hanno posto il loro braccio nel 2020, e ognuno di questi lo ha fatto in media 2,21 volte. Un dato molto positivo, che sarebbe forse stato addirittura migliore se molti nostri giovani donatori – studenti universitari – non fossero stati bloccati in altre regioni a causa del Covid-19.

Come dicevamo all’inizio, il dato forse che ci rende più orgogliosi è quello dell’enorme numero di nuovi donatori, pari a 435. Per dare un’idea di cosa significhi, basti pensare che nel 2018 erano stati 300, nel 2019 invece 312. L’incremento rispetto all’anno precedente è stato superiore al 39%. Sicuramente molti di questi sono stati richiamati dagli appelli di emergenza sangue che si è verificata nelle prime fasi della pandemia: questo fa onore al grande senso di responsabilità civica e di solidarietà dei pavesi.

Conclusioni

Come dicevamo, quello concluso è stato un anno molto particolare, il che ci induce a non sederci sugli allori per questi risultati. La soddisfazione è tanta, come la gratitudine per i nostri amati donatori. Ma molto resta da fare, per ottenere dati importanti anche nel nuovo anno!